.
.
.
.
.

Il segreto della felicità è la libertà. Il segreto della libertà è il coraggio. "- Tucidide. Θουκυδίδης, Thūkydídēs -Atene,ca. a.C. 460 a.C.- dopo il 440 a.C. -

dal 1764 voce illuminista a Milano.

Translate

9 febbraio 2015

Guerra o non Guerra?


Ogni giorno ci allontana dalla seconda guerra mondiale e ci avvicina sempre più alla terza, di questo dobbiamo renderci conto e comprendere al fine di cercare d’influenzare le decisioni. 

Che la guerra sia inevitabile ormai appare chiaro,  la tensione come si attutisce in un luogo si riaccende in un altro, pertanto se non in Europa in Medioriente o Africa o Asia presto scoppierà innescando un effetto domino, chi conta non intende fermarla, tanto come nel passato ne uscirà indenne anzi arricchito.

L’esempio più contingente in Europa è la Guerra Ucraina, la ragione o il torto è difficile indicarlo in una delle parti  poiché secondo i rispettivi punti di vista la ragione è obbiettivamente di ognuno. Alla base del conflitto vi sono importantissime questioni che indicano il sorgere della colpa di tanta sofferenza, ragioni economiche strategiche che già vedono le parti in conflitto definire l’approssimarsi di una caduta del proprio sistema conseguentemente alla sconfitta. Questo ridefinirà la struttura del mondo. 


Eppure, basterebbe che l’interesse dell’uno corrispondesse all'interesse dell’altro per l’evoluzione degli individui e non per il riarmamento e l’ evoluzione della forza. 
In effetti, non vi sono dei piani di pace costruttivi da ambo le parti perché non vi sono trattative in corso per un reinserimento sociale e economico della popolazione, guardando ad essa come l’elemento prioritario in un sistema comune di evoluzione e sviluppo.
Vi fosse trasparenza, potremmo sapere dove e come si acquistano le armi per la guerra, con i moderni metodi informatici  si potrebbe tracciare anche la produzione di un singolo granello di polvere da sparo e risalire a coloro che effettivamente ne traggono vantaggio economico, speculano sulla guerra intesa come morte della gente.

Di pace tutti ne parlano, i Cattolici,  i Musulmani, le varie confessioni e filosofie,  i vari Capi di Stato, politici e quant'altri voglio far vedere di essere dalla parte dei “Buoni” cercando di portare a se disperati e speranzosi, nella realtà nessuno di essi affronta la strada della trasparenza semplice libera e condivisa, eppure questa è l'unica soluzione per mettere fine a guerre corruzione e sviluppare un sistema cosciente e aperto alla comunità globale.

Tante belle parole ma niente fatti, questo lo si  visto anche ultimamente nel contesto dell’EXPO "2015 a Milano, esposizione strutturata da uno Stato d’indirizzo Cattolico (buonista…) il quale avrebbe potuto, sottolineammo “potuto”, affrontare la questione alimentazione tracciando una trasparenza, almeno in questo settore, e che avrebbe fatto da traino in altri settori. 
Quale opportunità migliore aveva l’umanità intera? Eppure si è perso nel silenzio corrotto e concusso con i vari poteri responsabili!  VERGOGNA!
Questo,  oltre a  proseguire e approfondire la strada iniziata dalla Comunità Europea sulla tranciabilità dei prodotti,  avrebbe gettato le basi per un futuro migliore e riproposto il nostro paese come elemento costruttivo nella storia della umanità riprendendoci il posto che diciamo  di meritare. VERGOGNA!
Ora l’EXPO vuole fare una carta dei diritti alimentari,  un fogliettino che serve solo ai media per la propaganda ma nulla di concreto.
E’ il fallimento della ragione, si sarebbe potuto fare una traccia concreta nella diffusione alimentare,  lo si poteva fare preparando analisi e procedure per rendere trasparente il settore, questo con semplici  software intelligenti predisposti in questa direzione di trasparenza accessibile  a tutti, invece questa strada non è stata intrapresa imponendo la notte e distraendo da questo primario interesse la gente!  VERGOGNA!
Sono i vecchi-nuovi demoni ad insegnarci la storia?
Bisogna avere il coraggio di denunciare pubblicamente queste vergognose situazioni. Coloro che ci governano fanno finta d’ignorare, la nostra sofferenza attuale e potenziale con pena della Guerra.  , Dobbiamo capire che o si lotta oggi per il nostro futuro o si accetta l'imposto oblio delle speranze, che per una buona parte della gente ha da sempre dato il risultato della sofferenza e del dolore!
Abbiamo bisogno di una visione più contingente all'uomo alla sua umanità e non pensare alla conquista psicologica o armata  di territori o gente.
Ma  ben poche sono le speranze visto che solo pochi uomini eletti fanno la storia ed essi sono solo tesi a conservare e far progredire i propri interessi,  il popolo non ne è stato chiamato ancora ha partecipare, colto, cosciente e coinvolto,  ma indubbiamente  verrà chiamato a partecipare  come una eventuale perdita o guadagno collaterale.